Nei giorni in cui ci si prepara a celebrare la giornata della memoria (commemorazione quanto più necessaria ed urgente visti gli indegni ed inquietanti rigurgiti razzisti ai quali assistiamo smarriti e preoccupati negli ultimi tempi), la nostra, come altre 150 città italiane, si è tinta di giallo per dare un colore e una luce ad un'altra necessaria e più recente memoria: quella che impone di pretendere verità sul sequestro, le torture e l'uccisione di Giulio Regeni il giovane ricercatore che il 25 gennaio di due anni fa veniva "fatto sparire” al Cairo.

Mentre l'assessore alla Sicurezza genovese non ha di meglio da fare che ordinare ai nostri vigili, distraendoli dalle loro reali ed utili mansioni, di censire i profughi che nelle strade della nostra città si trovano costretti per le più svariate ragioni (sulle quali evidentemente l'amministrazione locale non si interroga) a chiedere l'elemosina, ben 55 associazioni si sono riunite nel comitato Genova Solidale per dare risposte concrete alle esigenze di chi arriva nelle nostre città e di chi accoglie.

Sono 117, a volerli ridurre a numeri, i reclusi dell'hot spot di Lampedusa. Erano una quarantina di più il giorno prima, ma era un lunedì e, come tutti i lunedì — e i giovedi — qualche decina di loro ( presi a caso) sono stati condotti sul volo per Palermo per poi essere rimpatriati. Il secondo aeromobile però questa volta non è decollato a causa di un provvidenziale guasto tecnico ed il suo umano carico è rimasto incredulo e felice a terra. Miracolosamente libero.

Nei giorni in cui si celebra  l'anniversario della dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, ci si trova a fare i conti, in questa terra di frontiera, con la costante ed impunita violazione degli stessi pur inviolabili diritti. A Ventimiglia 250 profughi, per la maggior parte (l'81%) provenienti dal Sudan e per metà minori non accompagnati (vale a dire soli), sono costretti a dormire lungo il fiume, in mezzo ai rifiuti, alle intemperie e ai predatori, spesso bipedi e dunque più pericolosi e perversi.

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