Con questa pronuncia, il Tribunale di Genova ha ritenuto illegittime le condizioni detentive in cui è stato ristretto il ricorrente nelle carceri di San Vittore (MI) e Cremona.  Il giudice ha accolto integralmente le domande del ricorrente rumeno, risolvendo anche una interessante questione pregiudiziale relativa all'individuazione del giudice nazionale  territorialmente competente, in caso di ricorrente residente all'estero. 

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Con il provvedimento che si allega il Tribunale di Genova ha affrontato e risolto alcune importanti questioni in tema di natura giuridica della responsabilità della amministrazione penitenziaria per violazione dell'art. 3 CEDU, di eccezioni di compensazioni di crediti vantati nei confronti del detenuto e individuazione dello spazio vivibile all'interno delle celle detentive.

In particolare, le questioni affrontate sono state: 

Confermata in secondo grado la sentenza del T.A.R Liguria che aveva annullato il foglio di via obbligatorio per la durata di tre anni da Ventimiglia, Imperia, Diano Marina, Sanremo e Arma di Taggia a seguito di ricorso presentato da un'attivista solidale.

In sintesi le motivazioni del Consiglio di Stato:

 La sola appartenenza al movimento "non appare sufficiente per giustificare l’adozione del foglio di via obbligatorio, dal momento che, per l’adottabilità del provvedimento, sono richiesti elementi di fatto, attuali e concreti, in base ai quali può essere formulato un giudizio prognostico sulla probabilità che il soggetto commetta reati che offendono o mettono in pericolo la tranquillità e sicurezza pubblica. Diversamente, infatti, si finirebbe a fondare la misura sulla responsabilità collettiva per fatti addebitabili ad anonimi esponenti del movimento, il che non appare ammissibile". 

" L’appellante non indica, invece, alcun elemento concreto, in base al quale gli effetti della misura dovrebbero essere estesi a territori comunali non interessati dalle attività del movimento e, quindi, estranei al suo campo d’azione. Un tanto comporta l’illegittimità del provvedimento amministrativo impugnato, il quale comprime, senza indicare validi motivi, un diritto fondamentale costituzionalmente protetto che è quello della libertà di circolazione all’interno del territorio nazionale".

 

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