Un progetto visionario

In teatro è più difficile. Ci si espone di più, non c'è l'anonimato della piazza a proteggerci e ci si vincola ad orari e posture.

Ma la sala si è riempita comunque.

Avevamo pensato questo incontro aperto alla cittadinanza subito dopo la manifestazione del 28 novembre 2019, quando migliaia di sardine si erano raccolte e strette in piazza de Ferrari, per dare seguito e risposta al gioioso stupore di essersi riscoperti comunità solidale, pacifica, democratica e antirazzista.

Le regole dell'incontro sono sempre le stesse: nessun insulto, nessuna bandiera e nessun simbolo di partito ma “solo” contributi di “esperti” per approfondire le tematiche più care a quella piazza: ambiente, cultura, scuola, sicurezza sul lavoro, sanità, educazione alla non violenza, uguaglianza sociale, solidarietà, e la possibilità per chiunque di interloquire.

Una serata di informazione e riflessione collettiva, durante la quale si sono alternate testimonianze della società civile e proposte o semplici riflessioni da parte di cittadini competenti: educatori, sociologi, volontari, medici, studenti, professori, un consigliere regionale, volontari e avvocati.

Ad intermezzare gli interventi la buona generosa musica di Bobby Soul, Alessio Caridi, Alessio Malvezzi e i Blind Bonolis. E ovviamente una corale Bella ciao.

Sullo sfondo a farci compagnia e a controllarci per tutta la sera con il suo occhio mobile e vivace il Sardinone colorato con le tinte della pace costruito e animato dagli studenti della scuola di scenografia dell’Accademia di belle arti.

Si e’ condiviso il progetto ”Tutti sullo stesso treno”: l'idea ambiziosa di un viaggio rappresentativo della memoria dei giorni cupi del nazifascismo e delle dolorose attuali migrazioni, che attraversi le bellezze della nostra regione da La Spezia a Ventimiglia.

Un treno che lungo tutta la costa ligure fin oltre il "confine" francese, ospiti per vagoni, i valori e gli ideali che più ci stanno a cuore: i diritti inviolabili, la democrazia, l’antifascismo, le libertà, il rispetto dell'ambiente, l’antimafia, la cultura, l’uguaglianza e la solidarietà.

Un viaggio che offra ai passegeri la visione commuovente e incantevole dei nostri paesaggi e l'ascolto entusiasmante delle tutele e dei principi imposti dalla Costituzione e della carta di Nizza, per ricordarci la ferocia delle frontiere e il diritto delle persone, impedito a forza di divieti, respingimenti e botte, a spostarsi.

E acquisire indignata consapevolezza della fortuna di avere in tasca il passaporto giusto che ci consente un viaggio comodo, senza rischi, violenze, passeur, respingimenti. Una traversata su rotaie per portare “oltre frontiera” le storie di donne e uomini che nei confini rischiano o perdono la vita. Un viaggio di resistenza, consapevolezza e speranza.

Un progetto mica facile. Visionario e reale. Bisognoso del contributo di molti.

Per questo Roberto, il nostro portavoce, ha fabbricato un trenino di cartone che ha funzionato a mo' di salvadanaio per raccogliere e custodire le idee accuratamente riposte dai più timidi, quelli che non amano alzarsi in piedi e ascoltare la propria voce amplificata dal microfono (sembra strano in mondo che sembra popolato solo da narcisisti, eppure, almeno a Genova i timidi creativi sono la maggioranza).

Dentro questo treno/scrigno, scritte a penna, ma in alcusi casi stampate per tempo pure su carta intestata, moltissime idee e richieste di partecipazione e cambiamento.

Tutti hanno messo a disposizione energie e competenze lasciando i propri contatti e alcuni suggerimenti concreti (citando anche norme e decreti). A riprova che Genova c'è, ricorda, progetta e resiste.

La Repubblica di Genova 2 febbraio 2020

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