Abbronzata e scambiata per straniera. Un'estate a rischio

Ho avuto in dote da mia madre (insieme ad altri doni ben più preziosi e nascosti) una carnagione resistente che si abbronza con estrema facilità. Questa eredità, mi raccontava, viene da lontano, da avi siciliani e spagnoli persi prima della mia nascita. E così, in estate, la mia pelle diventa, senza alcuno sforzo, immediatamente scura "come cioccolato al latte" dice mio nipote che vanta, da parte sua, perfetto cioccolato fondente.

Capita in questa stagione con clienti o amici stranierl di tentare una sorta di gara su chi è più scuro, di solito basata sulla comparazione degli avambracci, e, se con gli africani subsahariani ovviamente non c'è partita, con i nord africani ed i sudamericani me la gioco bene: perdo, ma dignitosamente Quest'anno però, qualche conoscente, stupendosi dell' abbronzatura in assenza di vacanze, aggiunge: "però stai attenta che cosi scura ti possono scambiare per una straniera”. Ed in effetti in passato è già successo: in questura o negli aeroporti, che i miei interlocutori in divisa non si capacitassero della mia italica nazionalità fino all'esibizione del passaporto. Ma tolti pochi istanti di imbarazzo mai si è verificata una situazione nella quale io dovessi stare attenta. Quest'estate pare di si. Pare che l'essere scambiata per straniera a causa della pelle abbronzata potrebbe mettermi in pericolo. Ed i fatti di questi ultimi mesi tragicamente lo testimoniano: mentre scrivo solo oltre 12 i casi, dall’inizio dell’estate, di violenze gravissime ai danni di persone di pelle scura, in alcuni casi con cittadinanza italiana e in un caso addirittura di un’atleta della nazionale! Questa escalation di violenza razzista, che solo il ministro dell'Interno finge di non vedere, è così allarmante che persino l’Onu ha messo sotto osservazione il nostro bel Paese dalla brava gente. Si è sparato contro bambini, ferito donne incinte e in un caso ucciso di botte un passante: tutti presi casualmente a bersaglio in virtù della loro carnagione
Un’oscena e dilagante follia.
Forse non bisognerebbe parlarne per evitare che qualche idiota per spirito emulativo nei confronti di altri imbecillì già passati all’azione decida anche lui (o lei) di sparare o lanciare oggetti a qualche passante scuro di pelle. Forse bisognerebbe parlare e scrivere solo delle certamente più numerose e degne di nota azioni di solidarietà che si stanno spontaneamente diffondendo sulla penisola .
Bisognerebbe forse lasciare i violenti nella loro solitudine, arginarli .
Ma temo non basti. Bisognerebbe anche smascherarli e sottoporli alla gogna della loro stessa stupidità e soprattutto denunciarli e insieme ai loro istigatori . Bisogna, necessariamente e senza esitazione, stare al fianco delle vittime, non lasciarle sole, difenderle in ogni contesto in cui sono preda di qualche forma di discriminazione o aggressione razzista.
Sono loro, questa minoranza che si nutre di odio e ignoranza che deve stare attenta . Perché ci avrà tutti contro.
La mia amica Alganesh Fessah , che salva “a mani nude” i profughi imprigionati e seviziati nel deserto dei Sinai insegna che gli aguzzini sono spesso ignoranti e che se avessero potuto studiare e leggere, le loro azioni sarebbero diverse.
Mi viene da augurare come pena accessoria per tutti i razzisti da tastiera o da altri armi, la lettura “forzata” di alcuni testi essenziali : la Costituzione , La manomissione delle parole di Carofiglio, Non sono razzista ma di Manconi, La frontiera di Leogrande, Stranieri residenti di Donatella di Cesare, La macchia della razza di Aime, Nel mare ci sono i coccodrilli di Geda, Bilal di Gatti, Appnti per un nafragio di Enia, Solidarietà di Rodotà., solo per iniziare.
Intanto, noi, che non abbiamo scuse nè meriti, decidiamo da che parte stare. E se sposiamo l’antirazzismo, come peraltro ci impone la Costitzione, non stiamo più muti nè fermi. Perché chi tace oggi più che mai acconsente e si fa complice. E gli altri, gli odiatori, stiano attenti.

 

Repubblica, Genova 5 agosto 2018

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