PROTEZIONE UMANITARIA A CITTADINO MALIANO: La situazione attuale della sicurezza in Mali, non è infatti migliore rispetto a quella che aveva indotto il richiedente a partire

Tribunale di Genova 11 Gennaio 2020

"Nel caso in esame, l’attuale situazione politico-sociale del Mali, come sopra evidenziata e ricostruita, consente di ritenere che il ricorrente, una volta rientrato nel suo Paese, si troverebbe in una condizione di specifica estrema vulnerabilità (si veda Cass.3347/2015; Cass. 4455/18), idonea a pregiudicare la possibilità di esercitare i diritti fondamentali. Se tornasse in Mali, inoltre, ****** non avrebbe più nulla, avendo perso il lavoro e anche la moglie, che nel frattempo ha sposato un altro uomo. Il contesto in cui dovrebbe vivere, senza risorse economiche, peraltro, è tuttora molto difficile e pericoloso. La situazione della sicurezza attuale non è infatti migliore rispetto a quella che ha indotto il richiedente a partire.


Occorre anche considerare che il richiedente è arrivato in Italia dalla Libia, dove verosimilmente si sarebbe fermato, se la situazione fosse stata diversa. E’ dovuto invece fuggire a causa della pericolosità di quel Paese, legata alla guerra civile ed al trattamento brutale riservato agli immigrati, soprattutto se provenienti dall’Africa subsahariana. Sotto questo aspetto, il suo racconto risulta in linea con le informazioni acquisite sulla Libia. Si osserva che sussiste in tale Paese, sin dal 2011, una situazione di “violenza indiscriminata” derivante da conflitto armato, dato che le rivolte insorte in Libia, dopo la caduta del regime del colonello Gheddafi, si sono subito trasformate in un conflitto armato, tuttora perdurante, che vede scontrarsi le milizie, i molteplici gruppi armati di matrice islamica presenti nel Paese e le bande criminali che operano soprattutto nelle zone di transito (v. Rapporto 2016/2017 di Amnesty International). Tali notizie trovano recentissima conferma nella dichiarazioni rese dal Procuratore della Corte Penale Internazionale all'ONU dell’8/5/2017, secondo cui la Corte penale ha l’intenzione di aprire un’inchiesta ufficiale sulle violenze subite dai migranti in Libia."

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