PROTEZIONE UMANITARIA A CITTADINO SENEGALESE: Le COI inducono a ritenere che in Senegal il rispetto per i diritti umani sia molto scarso e non sia garantita la sicurezza per i cittadini.

Tribunale di Genova 10 giugno 2020

"E’ evidente che, una volta rientrato nel suo Paese, ******* si troverebbe in una condizione di specifica estrema vulnerabilità (si veda Cass. n. 3347/2015; 4455/2018), idonea a pregiudicare la possibilità di esercitare i diritti fondamentali. Le informazioni relative al Paese di origine del richiedente ci inducono a ritenere che il rispetto per i diritti umani sia molto scarso. ******, verosimilmente fuggito proprio per la difficile situazione del suo Paese, tornando in Senegal dopo una lunga assenza, si troverebbe anche completamente privo di mezzi di sussistenza, non avendo più un’occupazione lavorativa. Il Senegal, peraltro, è un Paese che, come risulta anche dalle informazioni sopra enunciate, non riesce a garantire la sicurezza ai propri cittadini.


Occorre anche considerare che il richiedente è arrivato in Italia dalla Libia, dove verosimilmente si sarebbe fermato, se la situazione fosse stata diversa. E’ dovuto invece fuggire a causa della pericolosità di quel Paese, legata alla guerra civile ed al trattamento brutale riservato agli immigrati, soprattutto se provenienti dall’Africa subsahariana.

Si osserva, a tale proposito, che quanto riferito risulta in linea con le informazioni acquisite sulla Libia. Sussiste in tale Paese, sin dal 2011, una situazione di “violenza indiscriminata” derivante da conflitto armato, dato che le rivolte insorte in Libia, dopo la caduta del regime del colonello Gheddafi, si sono subito trasformate in un conflitto armato, tuttora perdurante, che vede scontrarsi le milizie, i molteplici gruppi armati di matrice islamica presenti nel Paese e le bande criminali che operano soprattutto nelle zone di transito (v. Rapporto 2016/2017 di Amnesty International). Tali notizie trovano recentissima conferma nella dichiarazioni rese dal Procuratore della Corte Penale Internazionale all'ONU dell’8/5/2017, secondo cui la Corte penale ha l’intenzione di aprire un’inchiesta ufficiale sulle violenze subite dai migranti in Libia..
Si sottolinea poi che ******* ha dimostrato, nonostante le esperienze negative vissute, di essersi positivamente inserito nel nuovo contesto sociale. Ha studiato con impegno l’italiano, raggiungendo il livello A2. Ha partecipato volentieri alle iniziative proposte dalla struttura di accoglienza, risultando anche inserito in un progetto di tirocinio semestrale presso un albergo nel 2019. Ultimamente ha sottoscritto un contratto bimestrale di lavoro a chiamata presso l' ******(v. relazione e documentazione allegata). Ha sempre svolto con impegno attività di volontariato presso la ****** e la **********. La relazione della struttura ospitante è positiva."

Scarica il provvedimento

©2020 Avv. Alessandra Ballerini - C.F. BLLLSN70S63D969O Via XX Settembre 29/11 16128 Genova - Tel. 010.5954200

Usiamo i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo