PROTEZIONE UMANITARIA A CITTADINO GAMBIANO: fuggito da minore, in caso di rientro in Gambia, ove la situazione non può definirsi sicura, si ritroverebbe in una condizione di estrema vulnerabilità, compromettendo l'ottima integrazione raggiunta in Italia.

Tribunale di Genova 20 aprile 2020

"c) del buon percorso di inserimento ed integrazione nel tessuto economico, sociale e culturale italiano: lo stesso ha frequentato i corsi di lingua, avendo anche frequentato un “percorso di alfabetizzazione informatica” mostrando una discreta conoscenza della lingua italiana, pur essendosi avvalso dell’ausilio dell’interprete; ha frequentato il corso sulla sicurezza propedeutico all’inizio del percorso di borsa lavoro, ed è in attesa di essere chiamato. Dalla più recente relazione della Cooperativa sociale “*******”, presso la quale egli si trova collocato, risulta che il giovane “ha instaurato sia con gli operatori di riferimento che (con) gli altri ragazzi della struttura un rapporto di fiducia e rispetto delle regole”.
In definitiva, non v’è dubbio che un percorso quale quello illustrato verrebbe vanificato in caso di rientro forzato in Gambia. In tale situazione, considerata comunque credibile l’esistenza di problematici rapporti con l’unico genitore rimastogli, considerato, da un lato, il traumatico percorso migratorio (le cui sofferenze si rivelerebbero inutilmente patite), dall’altro, la situazione del Paese e quella in Italia, si può concludere che se il ****** tornasse nel suo Paese, incontrerebbe non solo le difficoltà tipiche di un nuovo radicamento territoriale ma si troverebbe in una condizione di specifica ed estrema vulnerabilità, idonea a pregiudicare la sua possibilità di esercitare i diritti fondamentali, legati anche solo alle scelte di vita quotidiana."

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