Tribunale di Genova, 26 Novembre 2019

"Si rinvengono profili di vulnerabilità soggettiva nella fuga da un paese interessato da gravi violenze e nel percorso di integrazione anche professionale risultando comprovato un adeguato impegno finalizzato all’integrazione nel tessuto sociale e culturale italiano, per quanto non confermato dalla comprensione della lingua per la scarsa scolarizzazione, dall’assenza di precedenti, pendenze e segnalazioni da parte della Questura. Un percorso che verrebbe vanificato in caso di rientro forzato nel proprio paese, dal quale è assente da alcuni anni.

Tribunale di Genova, 5 Novembre 2019

"Nel ritenere la posizione del ricorrente rientrante nell’ambito di applicazione dell’art. 5 comma 6 d.lgs. 286/98, occorre tenere conto: a) della storia personale, che – seppur non riconducibile alle maggior forme di protezione – lo porta suo malgrado a lasciare il proprio Paese contro la sua volontà. Il ricorrente è infatti rimasto orfano di padre in giovane età e, in assenza di un sistema di socio assistenziale nel suo paese, non ha potuto proseguire gli studi e neppure ha potuto chiedere ed ottenere adeguata tutela dei propri diritti quando è stato mandato, ancora bambino, a lavorare in condizioni di semi-schiavitù come pastore. In questa situazione, diciottenne, ha provato a raggiungere il fratello maggiore a Gao da dove se ne è dovuto andare per i soprusi subiti dai ribelli che gli hanno incendiato la sua attività. In questa situazione complessiva il ricorrente si è trovato nella sostanziale necessità di tentare una strada alternativa, lasciando il Paese. b) della situazione di gravissima insicurezza e tensione nel Mali, assumendo rilevanza la situazione di violazione dei diritti, confermata dagli ultimi report richiamati.

Tribunale di Genova, 7 Novembre 2019

"Riguardo, poi, al percorso di presa di coscienza e affermazione del proprio orientamento sessuale, il racconto appare, come già detto, ricco di dettagli utili a ricostruirlo e definirlo: la scoperta della propria omosessualità avvenuta nel corso dell’adolescenza; la predilezione per la compagnia maschile (“..Ase mi piaceva ma non so perché, lui piaceva tanto a tutti era bravo a scuola era un bel ragazzo me ne sono innamorato e basta; era molto brillante…volevamo stare insieme ed aprirci un conto…comperare un terreno dove costruire la nostra casa..”, pag. 6); il sentimento di esclusione sociale con la necessità di rimanere nascosti. Sono svariati i particolari e i dettagli, precisi e plausibili, che descrivono sia la progressiva presa di consapevolezza della propria identità omosessuale, in capo al ricorrente, sia la paura per non farsi scoprire.

Tribunale di Genova, 24 Ottobre 2019

"Si sottolinea infine che il ricorrente ha dimostrato, nonostante le esperienze negative vissute, di essersi positivamente inserito nel nuovo contesto sociale: ha una buona relazione sociale della comunità che lo ospita, sta svolgendo un tirocinio retribuito presso un ristorante di Genova, da cui percepisce uno stipendio di euro 500,00 mensili, ha svolto attività di volontariato per il Municipio IV Media Val Bisagno.

Tribunale di Genova, 24 Ottobre 2019

 

"- del percorso di inserimento ed integrazione nel tessuto economico, sociale e culturale italiano, che, seppur assai difficoltoso per il totale analfabetismo e per i traumi subiti, sembra avere raggiunto notevoli progressi. Dalla relazione della cooperativa - emerge che nel primo periodo di accoglienza è stato complesso prendere contatto con il richiedente, apparso introverso ed in difficoltà nell’esprimere il proprio vissuto emotivo;- ha poi iniziato a partecipare a gruppi e colloqui, nei quali è emersa una lieve flessione del tono dell’umore, riferendo contenuti relativi al passato riconducibili ad un verosimile Disturbo post-traumatico da stress, osservando in particolare: una narrazione di esposizione al rischio per la propria vita e perdita di persone a lui care, presenza di ricordi angoscianti relativi alla sua storia, difficoltà nel sonno con incubi frequenti relativi agli eventi del passato;

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