Tribunale di Genova 3 febbraio 2020

"Ciò post bisogna tenere conto:

- del percorso di inserimento ed integrazione nel tessuto economico, socialeculturale italiano: ha partecipato con profitto a corsi di lingua italiana che parla e comprende, ha frequentato vari corsi professionali, ha svolto attività di volontariato in favore di pubbliche amministrazioni ed ora lavora regolarmente come cameriere ai piani in un noto hotel genovese, percorso questo che verrebbe vanificato in caso di rientro forzato in Nigeria.

Tribunale di Genova 23 ottobre 2019

"- Per un efficace descrizione dei potentati locali in Bangladesh, della morsa del debito preesistente o strettamente connesso ai motivi che spingono i richiedenti a partire) e dei motivi che rendono ben difficile un rientro in Patria senza aver sollevato la propria posizione, si rinvia in oltre al saggio Processi culturali e spazi giuridici. Dal Bangladesh all'Italia: migrazioni e protezione umanitaria e reinterpretazione del divieto di patto commissorio di Mario Ricca e Tommaso Sbriccoli; quanto descritto nel saggio è fortemente sovrapponibile a quanto narrato dal richiedente.

Tribunale di Genova 21 gennaio 2020

"Deve infine considerarsi, sempre sotto il profilo soggettivo, l'ottimo percorso di integrazione del richiedente nel nostro Paese, il quale, giunto in Italia da ormai più di tre anni, si sta impegnando nell'ambito del progetto volto all'apprendimento della lingua italiana (che parla e capisce), alla esecuzione di attività di socializzazione e volontariato (doc. 18) e lavorativa (doc.ti 5-6-7-12) circostanze queste che consentono di avvalorare un giudizio prognostico positivo sulla integrazione ed inserimento sociale in itinere del ricorrente.

Tribunale di Genova 28 febbraio 2020

"Nel caso in esame, ritiene poi questo Tribunale di dover partire dai principi sancito dall'art. 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1948 che prevede al primo comma il diritto di ogni persona "alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato"  ed al secondo il "diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio".

Tribunale di Genova 27 gennaio 2020

Ciò posto, occorre tenere conto:

- della vicenda personale del richiedente, che - seppur non riconducibile alle maggior forme di protezione - lo porta suo malgrado a lasciare il proprio Paese contro la sua volontà.

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