Tribunale di Genova, ordinanze del 4 dicembre 2017

"Tuttavia, sebbene non sia in corso un conflitto armato, il Bangladesh attraversa una difficile situazione politica, caratterizzata da tensioni tra i due partiti che si contendono il potere, tensioni che spesso si traducono in manifestazioni di violenza . Tanto viene è stato riconosciuto in decisioni giudiziarie, tra le quali si ricordano, oltre ad una ordinanza del Tribunale di Napoli in data 12.1.2015, due decisioni del Tribunale di Trieste del 18.4.16. Nelle ordinanze citate, come in altre del Tribunale di Genova, viene riconosciuta la protezione umanitaria, attesa la situazione di violenza ed instabilità in cui versa il Bangladesh. Tale situazione emerge dai rapporti di Amnesty International, nei quali si evidenzia una situazione politica molto critica, con gravi problemi di ordine pubblico, forti limitazioni delle libertà fondamentali, violenze perpetrate nei confronti delle persone più deboli ed indifese e violenti scontri tra i sostenitori dei due partiti politici. A ciò si aggiungono gli attacchi terroristici degli estremisti islamici e tra questi il grave fatto di Dhaka del 2.7.16. Devono ricordarsi anche le violenze e le violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell'ordine, con arresti cui è seguita la sparizione delle persone arrestate, di alcune delle quali è poi stata accertata la morte. Vi è inoltre una difficile situazione sanitaria (si veda in proposito Viaggiare Sicuri del 27.1.17), caratterizzata dalla presenza in forma endemica di gravi malattie
epidemiche, aggravata dall'inadeguatezza delle strutture sanitarie. Pertanto, pur non sussistendo, come si è rilevato, i presupposti per la protezione internazionale, la situazione oggettiva del paese di provenienza rileva per l'individuazione, nel caso in esame, di una condizione di vulnerabilità, dipendente anche da motivi soggettivi e tra questi dalla giovane età di ----. che ha lasciato il paese di origine quando era ancora minorenne. Deve inoltre ricordarsi che i l ricorrente ha saputo intraprendere in Italia un significativo percorso di integrazione sociale, impegnandosi nel lavoro, nel volontariato e nell'apprendimento della lingua."

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Tribunale di Genova, ordinanza del 28 novembre 2017

"[...] la documentazione prodotta attesta una situazione di salute psicofisica del richiedente asilo parzialmente compromessa che teoricamente potrebbe condurre, in difetto di positiva evoluzione, anche alla concessione di un permesso di soggiorno per ragioni di cura. Appare quindi accertato un sia pur transitorio presupposto per la concessione del permesso si soggiorno per ragioni umanitarie in considerazione di una condizione di salute in fase evolutiva."

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Tribunale di Genova, 30 novembre 2017

"Rileva il Tribunale che il sig --- ha compiuto un positivo percorso di integrazione sociale e lavorativa in Italia, come dimostra l’assunzione, sia pure con contratto a tempo determinato fino al 31.5.2018 ma con possibilità di riassunzione a settembre 2018, presso la ditta di ----  in qualità di bracciante agricolo.

Tribunale di Genova, ordinanza del 27 novembre 2017

"La ricorrente si dichiara cittadina Nigeriana ed ha richiesto protezione internazionale adducendo di essersi allontanato dal suo paese e di aver fatto ingresso in Italia a causa di completo abbandono per perdita di ogni riferimento famigliare (per fatti delittuosi) e di ogni mezzo di sostentamento nel paese d’origine, situazione che a tutt’oggi gli impedisce il rientro in patria.[...] Nel caso di specie appare evidente che, pur non essendo stati neppure narrati fatti relativi ad un conflitto, ad una persecuzione discriminatoria di categoria o ad una minaccia derivante da un potere incontrollato e di fatto sul territorio, risultano in ogni caso elementi di credibilità in ordine al racconto proprio perché spontaneo e fortemente partecipato dal punto di vista emotivo relativo alla perdita della madre.
La ricorrente ha inoltre mostrato cicatrici che testimoniano in qualche modo delle violenze subite."

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Tribunale di Genova, ord. 15 novembre 2017 

"Nel caso in esame si ritiene che sussista l’ipotesi di cui alla lettera c), avuto riguardo alla condizione complessiva del paese di origine, posto che i più recenti rapporti sullo stato socio-politico della Nigeria indicano come persistenti gravi conflitti negli Stati di Kano, Kaduna, Plateau, Yobe e Borno, dove la significativa presenza del gruppo terroristico islamico Boko Aram e la circostanza che si tratti della zona di confine fra il nord musulmano ed il sud del Paese, cristiano e animista, generano persecuzioni ai danni dei cristiani; ma anche le condizioni di vita della zona da cui proviene il ricorrente, seppure meno drammatiche di quelle presenti in altre parti, non possono ritenersi esenti da possibili conflitti di matrice religiosa ed economica. Detto quadro, che rappresenta uno stato di conflitto in tutto il paese con violenze di natura religiosa, sparizioni forzate, uccisioni e torture illegali"

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