PROTEZIONE UMANITARIA A CITTADINO IVORIANO: la situazione generale del paese, ancora lontana dallo stabilizzarsi, le torture subite in Libia porrebbero il ricorrente, pienamente integrato in Italia, in una situazione di specifica vulnerabilità

Tribunale di Genova 1 aprile 2020

"Ciò posto, occorre tenere conto:

a) Sotto il profilo oggettivo, in relazione all'attuale situazione della sicurezza in Costa d'Avorio, si evidenzia che essa si è aggravata in modo preoccupante nel 2017.

Nel documento dell'IRIN del giugno 2017 Sporadic violence and presidential tussle put Côte d'Ivoire's hard-won security at risk si legge (traduzione libera dello scrivente N.d.R) che "Proprio quando sembrava che si fosse voltato pagina dopo una crisi durata una decade contrassegnata da 2 guerre civili, la violenza in Costa d'Avorio è diventata in modo preoccupante, una routine. Dall'inizio dell'anno non vi è stato un mese senza il suono della armi da fuoco in qualche parte del Paese. (...) Da gennaio, ci sono stati episodi di rivolte militari, con scoppio di armi da fuoco. La maggior parte di esse ha coinvolto alcune delle 8.4000 soldati delle Forces Nouvelles, un ex movimento ribelle che, dopo essere stato integrato nell'esercito regolare, ha chiesto il pagamento di indennità di guerra, fino ad un massimo di 24.000 dollari a testa (...) per il loro ruolo nel portare al potere Alassane Ouattara, dichiarata vincitore delle elezioni del 2010".

Pierre Kwame Adjoumani, presidente della Ivorian Human Rights League, ha dichiarato a IRIN: "Ora siamo preoccupati. Pensavamo che la Costa d'Avorio stesse gradualmente emergendo dalla sua crisi, ma stiamo vedendo via via rispuntare i vecchi demoni. L'esercito, su cui le persone dovrebbero poter porre la loro fiducia, si sta rivoltando per promesse non mantenute. Coloro che stanno dimostrando non sono i soldati in servizio, ma quelli che sono stati smobilitati". Aggiunge poi che la sicurezza non è più una certezza, in un crescente clima di diffidenza tra l'esercito e la popolazione civile.

Sempre nel citato documento Sporadic violence...si legge: "" Quegli ex combattenti non integrati costituiscono la più grande minaccia a lungo termine per la stabilità del Paese.", ha scritto Tarila Marclint Ebiede, esperto di militanza e dottore di ricerca presso il Centro per la ricerca sulla Pace e lo Sviluppo dell'Università del Belgio di Leuven il mese scorso in The Conversation".

 

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