Tribunale di Palermo 20 Gennaio 2020

"Considerato che il ricorrente ha esposto di avere gravi problemi di salute, pure riscontrati visivamente dalla Commissione, la quale ha evidenziato la necessità di accordare un permesso per poter affrontare le cure del caso, si ritiene opportuno consentire la sua permanenza nel territorio italiano attraverso il rilascio del permesso di soggiorno per ragioni umanitarie ai sensi dell'art. 5, 6° co., D.Lgs. n. 286/1998. In altri termini, avuto riguardo alle considerazioni sopra svolte, può predicarsi la ricorrenza di ragioni di carattere umanitario ostative al rimpatrio del ricorrente e suscettibili di legittimare il conseguimento, da parte di quest'ultimo, di un permesso di soggiorno ai sensi del citato art.5, comma 6, del D.Lgs. n. 286/98.

Tribunale di Genova 16 gennaio 2020

"- sotto il profilo oggettivo, della forte instabilità che interessa il Burkina Faso a partire dal 2018; benché concentrata soprattutto nel Nord e nell’Est [dove causa una situazione di violenza indiscriminata, al limite della rilevanza ai sensi dell’art. 14 lett. c) d.lgs. 251/07], si è estesa anche a Sud-Ovest. Si riporta un breve stralcio del documento dell’Unità COI della Commissione nazionale per il diritto d’asilo BURKINA FASO - Situazione sociopolitica e della sicurezza; Paese Bissa, diga di Bagrè, dighe, Tenkodogo, Ouada del 12/6/20193 (sottolineature aggiunte), rimandando ad una lettura dello stesso ed alle fonti ivi indicate:

Tribunale di Genova 9 Gennaio 2020

"Egli, dopo le privazioni ed i maltrattamenti, fisici e psicologici, di cui è stato vittima per tutto l’arco della sua infanzia ed adolescenza, solo in Italia ha trovato pace e la possibilità di sviluppare pienamente la propria persona.

Tribunale di Genova 9 gennaio 2020

"Ciò posto, occorre tenere conto:
- della storia personale, nella quale, in una situazione di grave conflitto interreligioso, vede morire il proprio padre ed è costretto dalla violenza in atto a lasciare il proprio Paese.
- delle drammatiche vicende vissute in Libia, dove è stato arrestato (di fatto sequestrato) picchiato e maltrattato; di tali percosse porta ancora i segni fisici e psicologici.

Tribunale di Genova 11 Gennaio 2020

"Nel caso in esame, l’attuale situazione politico-sociale del Mali, come sopra evidenziata e ricostruita, consente di ritenere che il ricorrente, una volta rientrato nel suo Paese, si troverebbe in una condizione di specifica estrema vulnerabilità (si veda Cass.3347/2015; Cass. 4455/18), idonea a pregiudicare la possibilità di esercitare i diritti fondamentali. Se tornasse in Mali, inoltre, ****** non avrebbe più nulla, avendo perso il lavoro e anche la moglie, che nel frattempo ha sposato un altro uomo. Il contesto in cui dovrebbe vivere, senza risorse economiche, peraltro, è tuttora molto difficile e pericoloso. La situazione della sicurezza attuale non è infatti migliore rispetto a quella che ha indotto il richiedente a partire.

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